Storia della Piaggio


[bibliografia: museopiaggio]



L'antico logo Piaggio

La Piaggio nasce a Sestri Ponente (Genova) nel 1884, fondata da Rinaldo Piaggio e suo padre.

Gli stabilimenti dell'azienda vennero utilizzati inizialmente per la produzione di materiale ferroviario , ma presto l'azienda passò a quello che in seguito divenne il suo maggiore campo d'interesse, quello riguardante gli aeroplani , settore che oggi viene sviluppato attraverso la Piaggio Aero Industries .

Nel 1915 l'azienda acquisisce le "Officine Aeronautiche Francesco Oneto", e nel 1924 cominciano ad essere prodotti i primi motori Jupiter e gli areomobili Dornier Wall, costruiti su licenza.


Rinaldo Piaggio

L'azienda ha anche al suo attivo una ventina di primati conquistati con gli aeromobili di sua produzione negli anni '20 e '30 . Inoltre sono i tecnici della Piaggio, guidati dall' ingegner Corradino D'Ascanio , che progettano il DAT 3 , il primo elicottero della storia effettivamente manovrato dall'uomo e con eliche montate su giunto cardanico ).

La storia della Piaggio ha però una svolta nel dopoguerra, quando, il 23 aprile 1946 , su progetto dello stesso D'Ascanio , viene brevettata una motocicletta il cui nome diventerà quasi un sinonimo di "Piaggio": la Vespa .

Da allora la Piaggio ha sfornato moltissimi modelli del fortunato motoscooter , e a questo ha affiancato diversi modelli di motocicli.

Nel 1948 l'Ape, ancora una volta frutto di Corradino D'Ascanio, segna il successo nel settore dei veicoli per trasporto merci: Vespa e Ape sono uno splendido binomio che caratterizza gli anni della ricostruzione italiana e mondiale del secondo dopoguerra.

A metà degli anni Sessanta Piaggio inaugura la stagione dei ciclomotori: Ciao (11 ottobre 1967, al prezzo di 55.000 Lire), Bravo (1973) e Sì sono alcuni modelli dalla linea leggera ed elegante conquistano i giovani. Dalla Vespa del 1946 al Beverly del 2001 sono oltre cento i modelli di scooter progettati.

16 milioni le Vespa e 3,5 milioni gli Ciao prodotti e messi in commercio.


Enrico Piaggio

Nel 1965 muore Enrico Piaggio, il geniale e ardito imprenditore che aveva voluto Vespa e che aveva condotto un'impresa in via di estinzione - com' era alla fine della seconda guerra - al successo e alla mobilitazione di risorse umane, finanziarie e sociali. La Piaggio ha raggiunto e superato in quegli anni le diecimila unità di addetti e l'azienda rappresenta il motore della Valdera e di una parte importante della Toscana. La morte di Enrico giunge in un momento di elevata tensione sociale tra azienda e lavoratori. La pagina delle relazioni industriali negli stabilimenti di Pontedera è una pagina segnata da momenti di forte conflittualità.

Quando muore Enrico Piaggio la vita della fabbrica è in una fase di fortissimo conflitto: l'ambulanza che corre verso l'ospedale di Pisa attraversa la folla dei dimostranti stipati lungo il viale di fronte ai cancelli della direzione. Il giorno seguente, alla notizia della morte di Enrico, cessa ogni clamore e tutti si stringono in silenzio a rendere omaggio all'imprenditore coraggioso e geniale.

Con gli Agnelli - Umberto Agnelli sarà presidente della società dal 1964 al 1987 - comincia una nuova fase, segnata dall'acquisto della Gilera nel '69. Gli anni Settanta sono d' oro: a Pontedera i dipendenti toccano quota 12 mila. Gli anni Ottanta portano il declino. Solo nel 1993, con l'arrivo di Giovanni Alberto Agnelli, si vedono cenni di ripresa; forse una speranza, che si infrange sia con i conti dell'azienda, sia con la malattia e la morte (dicembre 1997) dell'erede di due imperi, quello Piaggio e quello Fiat. Un anno dopo, anche la morte della madre di Giovannino, Antonella Bechi Piaggio. Il gruppo di Pontedera rimane senza azionisti di riferimento, gli eredi Piaggio che rimangono decidono di vendere.

E' il dicembre del '99 quando Morgan Grenfell la spunta e acquisisce tutto il Gruppo per una cifra di 1.350 miliardi di vecchie lire, ma provvede anche - attraverso il meccanismo spesso perverso del leverage" - ad appesantire Piaggio di un debito che giungerà a fine 2003 alla spaventosa soglia dei 600 milioni di euro. Nel 2003, il 23 di ottobre, passa sotto il controllo di Roberto Colaninno.

Nel luglio 2006 la Piaggio & C entra in borsa. [ Profilo societario Piaggio ]

Il Paperino , fu prodotto in pochissimi, introvabili, esemplari nel corso del 1945 a Biella, dove gli impianti dell'azienda erano stati spostati per il passaggio del fronte di guerra.

L' MP6 ha già tutti quei caratteri che saranno il tratto distintivo di Vespa: il motore sotto la sella, l'ampio scudo a proteggere il guidatore, il cambio a tre marce sulla sinistra del manubrio, il freno posteriore a pedale, la caratteristica leva per la messa in moto.

La Vespa 125 del 1948 è il modello che percorre le strade di Roma nel film Vacanze Romane , con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Quella pellicola – è stato scritto – consacrò due stelle: la Hepburn e la Vespa.

Ape è il motofurgone che applica nel trasporto di merci la stessa filosofia di economicità e praticità di Vespa. La creatività non trova limiti nell'impiego di questo mezzo amatissimo e versatile, come dimostra la versione calesse , adibita al trasporto di persone.

Ciclomotore economico e leggero, Ciao alla fine degli anni Sessanta ripercorre il successo di Vespa. Si rivela subito, infatti, il veicolo ideale per un consumo adatto a tutti i membri della famiglia

La Vespa 400 , con motore due tempi da 394cc, fu costruita nelle versioni a due e quattro posti. Presentata nel 1957 venne costruita in 30 mila esemplari negli stabilimenti francesi della Piaggio. Nella sua breve carriera vanta anche una partecipazione al Rally di Montecarlo del 1959.

Sulla Vespa “Siluro” , 125cc a pistoni contrapposti, Dino Mazzoncini conquistò il record mondiale sul chilometro lanciato alla media di oltre 171 km/h nel 1951.

 

 






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